Questo accade quando decido di aprire un libro qualsiasi, preso dalla mia libreria, e aprirlo ad una pagina qualunque, e leggerne il messaggio.. (Il libro -oracolo- ovvero con questa funzione.. che gli ho conferito)

” Divertirsi significa riferirsi a qualcosa di diverso, intrattenersi con qualcosa di differente da ciò che ha occupato la nostra attenzione sino a ora. Abbandonare il sempre uguale per riferirsi al -nuovo-
Ma cosa è il nuovo? Oggi il nuovo non è altro che il più recente: il nuovo modello, il nuovo negozio, il nuovo locale, il nuovo gioco, il nuovo disco… Ma chi cerca il nuovo nel più recente spesso si inganna.
La noia è la mancanza del nuovo. Il nuovo non si oppone al – vecchio- , bensì al sempre uguale, ed è veramente nuovo non perché capita dopo, ma perché è più e meglio, in ragione della sua profondità.
Il – più recente- è già vecchio quando lo possiedo, mentre nuovo è ciò che si rinnova di continuo per una sua intrinseca forza: come gli anelli di un albero, che si formano a ogni ciclo di stagioni attorno al suo centro vitale. Vecchio invece è ciò che non può dare più nulla di sé, perché esaurito. Una sonata di Beethoven, un quadro di Cézanne, sono più nuovi di una canzone – tormentone- (che dura fino al rapido esaurirsi di una stagione) , perché danno sempre di più di se stessi. Il nuovo non deve essere quindi per forza diverso, ma può essere lo stesso senza diventare per questo -uguale-. Quando un cuore dice a un altro – ti amerò per sempre – , che pretesa avanza se non quella che riuscirà a trovare sempre il nuovo nella stessa persona, l’infinito nel finito?
Dipenderà dalla capacità di sostare, di pazientare, di giungere a uno strato ulteriore di profondità propria e altrui.”
Tratto da -L’arte di essere fragili – A. D’Avenia

Ps: Grazie C. per questo libro-regalo

Di notte, nelle mie visioni oniriche, sembro davvero essere preoccupata per la mia privacy, il suo rispetto, ma di giorno ho un comportamento che non rispecchia tale preoccupazione. Non dovrei, se fossi realmente interessata alla mia privacy, portare con me, quando esco di casa, il cellulare con il collegamento ad internet. Ne ho due di cellulari e non sempre mi ricordo di portare con me, solo quello senza il servizio “internet”.
E dato che non lo faccio sempre, quando utilizzo il cellulare collegato ad internet, con il “servizio?” maps, vengo seguita passo per passo da un dispositivo che segue ogni mio spostamento. Quando rientro a casa o semplicemente mi fermo, compaiono i posti, le piazze, i monumenti di storico interesse, gli enti ect ect, in cui sono entrata o che i miei passi hanno semplicemente sfiorato. Non lo trovo giusto, ma non riesco a disattivare questo dispositivo sul mio cellulare con il servizio internet incluso, è normale?
Per essere ancora più coerente, con la mia preoccupazione sulla privacy vi dirò che domenica 30 Giugno andrò a vedere l’opera lirica: Lucia di Lammermoor a Piacenza. Googlemaps, ora è già avvertita e io in anticipo vi posso dire anche che ne sono molto contenta, è già da un po’ di tempo che non vado a sentire l’opera lirica.

Credo di aver già scritto, qui dentro, all’interno del blog di ritenere di aver bisogno di un aiuto psicologico, uno psichiatra forse? (visto che sono molto molto pazzzzzzzzzzaaaaaaaaaaa zzz), ad ogni modo in passato sono già stata in terapia, in uno studio di psicoanalisi. All’interno di questo studio, c’era un quadro, che chi aveva in cura la mia “mente” aveva attaccato ad una parete, appositamente. Il quadro ritraeva Lazzaro e la sua rinascita, chi aveva scelto il dipinto per le mura del suo ambulatorio-studio, riteneva che l’attività della psicoanalisi avesse un po’ questo specifico compito, ovvero ridare vita ad una mente spenta, non pienamente alla luce di sé e dei suoi processi cognitivi.

Allora ricordo che riportavo-raccontavo i miei sogni, perciò farò la stessa cosa qui, anche adesso, svelerò la visione onirica che mi ha tenuto compagnia questa notte appena trascorsa.
I sogni servono per svelare una parte del nostro subconscio.
Visione onirica: abitavo in una villetta divisa in due piani, e avevo ospiti in questa mia casa. Non ricordo chi, ma uno di questi, aveva preso da solo l’iniziativa di togliere la tappezzeria che copriva la parte inferiore della casa. La cosa strana era che al posto delle mura la parte bassa della casa, il primo piano ovvero, era costruita non con i muri, i mattoni, ma il vetro. Perciò era stata sistemata quella tappezzeria, composta da stoffa blu scuro, sopra alla quale vi erano stati raffigurati dei disegni di animali: pavoni lucenti, ibis, come una specie di zodiaco. I disegni degli animali davano un contrasto di luce al blu scuro di base.
Ricordo nel sogno di essermi arrabbiata molto con questo ospite che aveva “smantellato” tutta quella stoffa, e aveva deciso di far rimanere la casa al piano terra, completamente visibile dall’esterno. Come si era permesso di fare una cosa del genere, senza avvisarmi di niente? Gli avevo detto una volta accortami dell’accaduto. L’ospite intraprendente mi aveva risposto: ma di che cosa ti lamenti? Così avrai più luce, e il piano alto, quello in cui ci sono le camere da letto, quello ovvero in cui serve davvero la privacy, è completamente riparato da muri, non trasparenti come il vetro qui di sotto.

E io risposi che volevo la privacy ovunque in casa mia, anche nel mio salotto, e nella mia sala da pranzo, atrio, cucina, che si trovavano tutti quanti al piano terra.

E di sistemare nuovamente tutta quella tappezzeria!

” O Nature, donne- moi la force et le courage
o Nature, relève-moi le front!
(puisque, tot ou dard, nous mourrons..)”
” O Natura rialzami la fronte, donami la forza e il coraggio
dato che, prima o poi, noi moriremo..”

Laforgue – poesie

“- Perché non cercate di vivere secondo le regole della buona condotta?
Senza una buona condotta non otterrete la fiducia degli uomini.
Senza la loro fiducia non otterrete alcun incarico.
Non avendo ottenuto nessun incarico non avrete profitto”

” Chi non prova vergogna sarà ricco; chi sa carpire la fiducia altrui si farà un nome.
Per assicurarsi fama e profitto, bisogna non provare vergogna e carpire la fiducia.
E’ vero, invece, che facendo il proprio esame di coscienza si abbraccia il cielo”

La stima e il disprezzo in cui sono tenuti gli uomini dipendono dalla bellezza o bruttezza della loro condotta.
Il ladruncolo viene arrestato; il grande ladro diventa feudatario; davanti alla porta del feudatario affluiscono i difensori dell’umanità e della giustizia”

Zhuang-zi, Chuang-tzu

Avevo(e non lo ricordavo) un vecchio cd, mai ascoltato, o forse ascoltato una volta sola, e poi dimenticato in fondo ad un cassetto: oggi proprio in quel cassetto l’ho intravisto, afferrato e quindi ascoltato

La prima canzone che ho sentito, il cd è di Lucio Battisti – mi ha fatto sorridere molto, il suo titolo – Una –
ecco cosa dice:

Tu non sei molto bella e neanche intelligente
ma non t’importa niente, perché tu non lo sai
Tu vivi per ballare, sei in cerca dell’amore
ma quale, quale amore, ancora non lo sai
Io ti apro il mio cuore, tu fai finta di ascoltare
e intanto guardi in giro vuoi qualcosa da mangiare
Ma perché proprio tu, proprio tu nella mia vita
che con te prima ancor di cominciare è già finita
ma perché proprio tu
proprio tu con quella faccia
è possibile che mi piaccia Una come te
Io cercavo una ragazza con un fiore tra i capelli
tu sorridi a brutti e belli
e un giardino in testa hai.
Ti accontento in ogni cosa tutto ciò per una rosa
che non ha nessun profumo che è di plastica oramai
Io ti apro il mio cuore, tu fai finta di ascoltare
ed intanto guardi in giro vuoi qualcosa da mangiare
Ma perché proprio tu, proprio tu nella mia vita
che con te prima ancora di cominciare è già finita
ma perché proprio tu
proprio tu con quella faccia
è possibile che mi piaccia Una come te”

Perciò ora, vado a cercare qualcosa da mangiare, canticchiando questa canzone..

Canta, lavati bene i denti e compi una cosa al giorno che ti spaventa erano prescrizioni in un elenco di consigli di un amico, che lui stesso aveva scritto, per i posteri, in generale

Il consiglio, in particolare, di un angelo per me oggi, diceva: sii paziente con gli altri e impaziente con te stesso.